Il Sud non ha un problema di randagismo, ma di libertà animale

Il Sud non ha un problema di randagismo, ma di libertà animale

C’è una parola che nel Sud Italia viene usata continuamente: randagio.

Randagio il gatto sul muretto.
Randagio il cane che vive vicino alla campagna.
Randagia la colonia felina dietro il porto.
Randagia la volpe che attraversa un agrumeto di notte.

Ma siamo sicuri che il problema sia davvero il “randagismo”?

O forse il problema è che abbiamo smesso di tollerare qualsiasi forma di vita animale libera?

Quando la libertà animale viene vista come un problema

Negli ultimi decenni abbiamo cementificato coste, campagne e periferie. Abbiamo costruito ovunque, asfaltato ovunque, recintato ovunque.

E mentre gli spazi per gli esseri umani aumentavano, quelli per gli altri animali sparivano lentamente.

Poi, improvvisamente, abbiamo iniziato a chiamare “emergenza” la loro esistenza.

Un gatto che vive libero viene considerato un problema.
Un cane che attraversa una strada diventa “degrado”.
Una colonia felina viene vista come qualcosa da eliminare o spostare.

E così la soluzione proposta è quasi sempre la stessa:

  • accalappiare
  • rinchiudere
  • trasferire
  • controllare

Ma non tutto ciò che vive fuori da una casa è abbandonato.

Un gatto libero non è automaticamente un gatto infelice

Un animale che vive in natura non è necessariamente un animale da salvare.

Molti gatti del Sud Italia vivono in piccole comunità stabili da anni. Hanno territori, relazioni, percorsi abituali, persone che lasciano acqua e cibo, angoli sicuri dove dormire, alberi su cui arrampicarsi, muretti assolati e libertà di movimento.

Certo, esistono anche sofferenza, malattie, abbandoni e situazioni terribili. E aiutare gli animali feriti o realmente in difficoltà è fondamentale.

Ma è diverso dal credere che ogni animale libero debba essere catturato e trasformato in animale domestico.

Secondo molte associazioni che si occupano di gestione etica delle colonie feline, programmi di sterilizzazione e tutela territoriale sono spesso più efficaci e sostenibili della rimozione forzata degli animali dal loro ambiente.

Puoi approfondire anche il lavoro svolto da LAV – Lega Anti Vivisezione e ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali.

Canili e gattili stanno scoppiando

I canili e i gattili sono pieni.
Le associazioni sono senza fondi.
I volontari sono esausti.

E continuiamo a pensare che la soluzione sia togliere libertà invece che restituire spazio.

Forse dovremmo iniziare a farci una domanda più scomoda:

perché accettiamo l’idea che in Africa esistano riserve naturali per leoni, elefanti o zebre… ma non riusciamo ad accettare che anche nel Mediterraneo possano esistere spazi condivisi con gatti, cani, volpi e altri animali liberi?

Perché consideriamo “naturale” vedere un uccello volare libero, ma non un gatto vivere libero?

Proteggere non significa possedere

La libertà animale non è disordine.

La vera emergenza è una società che pretende di controllare ogni forma di vita.

Noi non crediamo che amare un animale significhi necessariamente possederlo.
Non crediamo che ogni gatto debba vivere chiuso in un appartamento.
Non crediamo che ogni animale libero sia automaticamente un animale da compatire.

A volte il rispetto significa semplicemente lasciare esistere.

Piccoli gesti che aiutano davvero gli animali liberi

  • Proteggere una colonia felina
  • Lasciare acqua durante l’estate
  • Creare piccoli rifugi contro la pioggia
  • Sterilizzare senza deportare
  • Conviverci senza voler dominare tutto

Esistono animali che scelgono la libertà

Esistono animali che scelgono una casa.

Ed esistono animali che scelgono la libertà.

Entrambi meritano dignità.

Nel nostro santuario conviviamo ogni giorno con questa realtà: animali che desiderano il contatto umano e altri che preferiscono restare indipendenti, pur fidandosi di noi.

Ed è proprio questa differenza che dovremmo imparare a rispettare.

Forse il Sud non ha perso tutto

Forse il Sud Italia non ha un problema di randagismo.

Forse ha ancora, nonostante tutto, qualche frammento di natura che resiste.

E invece di eliminarlo, dovremmo imparare a conviverci.

Scopri anche la nostra sezione dedicata alle storie degli animali salvati e il progetto di adozione simbolica del santuario.

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